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Read Moredi Francesca Schillaci
Il Piccolo, 24 giugno 2025
Le crisi, le divisioni e i conflitti stanno continuando a determinare l’immagine del mondo e si riflettono inevitabilmente nella vita quotidiana di ogni persona, per quanto questa realtà venga riconosciuta oppure no. Gli assetti sono in cambiamento e di conseguenza anche tutte le dinamiche più intime sono messe in discussione di fronte al massacro che dilaga giorno dopo giorno. L’arte non resta immobile di fronte alla morte, si assume la responsabilità di rispondere evocando nuovi linguaggi necessari per vedere la drammaticità della contemporaneità nei suoi aspetti più oscuri, ma allo stesso tempo chiama in gioco la possibilità della speranza, ponendo come obiettivo la resistenza. E se è necessario anche la disobbedienza. Sono stati chiamati in appello in questa direzione 23 artisti italiani e austriaci per creare l’esposizione “L’arte come passerella tra mondi che costruiscono la pace”, una mostra internazionale d’arte contemporanea inaugurata nei giorni scorsi nella sala Leonor Fini del Magazzino 26 in Porto Vecchio. La mostra è ideata e organizzata da Art Projects Association in collaborazione con il Comune di Trieste e sarà visitabile fino al 27 luglio (giovedì e venerdì 17-20, sabato e domenica 15-20).
Opere di grande formato, per lo più installazioni, definiscono un dialogo comune che gli artisti hanno instaurato nella realizzazione dei loro lavori. Anche la pittura e la fotografia saranno parte integrante del linguaggio di pace e della volontà di resistere di fronte a dei conflitti che invece di cessare, si espandono. Nello specifico gli artisti sono Peter Assmann, Patrizia Bigarella, Jutta Brunsteiner, Raffaella Busdon, Barbara Cecchini, Jade Chen, Klaus Filip, Ferdinand Götz, Gerlinde Hochmair, Karin Làsser, Mauro Martoriati, Roberta Morzetti, Ester Maria Negretti, Padula SG, Qing Yue, Paul Raas, Wolfgang Richter, Franco Rosso, Antonio Trotta, Alessandro Vascotto, VP-Sardinia & Th. Rapp, Johannes Ziegler, Gloria Zoitl. «Il titolo della mostra è un invito e una dichiarazione — afferma Qing Yue, presidente di Art Proj ects Association— e rimanda a un tema profondamente attuale, in un momento storico segnato da conflitti, crisi e nuove divisioni. Ma l’arte si deve pronunciare proprio in questi vuoti, in queste ferite, come voce dell’anima che riflette, resiste e spera». La mostra infatti vuole essere «medium di incontro tra le persone — spiega Franco Rosso – stimolando il dialogo, provocando riflessioni, suscitando emozioni, condivisioni e contaminazioni».
Sala Lenor Fini,
Magazzino 26,
Porto Vecchio – Trieste.
Dal 21/06 2025 al 27/07 2025
Orario:
Giovedì a Venerdì dalle 17 alle 20
Sabato e Domenica dalle 15 alle 20
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