Il 25 febbraio alle 17.00 lo SPAZIO M-ARTE di Trieste ospita “La rinascita 17/02/2026
Read MoreIl collettivo culturale ospitato nel Padiglione M promuove iniziative di incontro e ricerca artistica.
Il Piccolo, 17 febbraio 2026
Si chiama spazio M-Arte ed è un collettivo nato con l’obiettivo di dar vita ad un luogo d’incontro, scambio umano e culturale e ricerca artistica. La sede individuata per il progetto non è affatto casuale: M-ARTE ha trovato casa infatti nel il Padiglione M dell’ex Opp, all’interno del parco di San Giovanni. Il “vicinato” conta realtà come Radio Fragola e il Centro di Documentazione Oltreilgiardino della cooperativa La Collina, il Laboratorio multimediale HeadMadeLab della coop Duemilauno Agenzia Sociale, la Sartoria Lister della CLU e cooperativa agricola Monte San Pantaleone. Tutti inquilini di un condominio che desidera essere un punto di riferimento culturale, ma non solo, sul territorio triestino.
A tracciare la rotta, già a partire dagli anni Ottanta, erano stati i numerosi artisti, studenti, ricercatori che, attirati dalla storia della rivoluzione basagliana che lì aveva preso vita, erano decisi a promuovere ed appoggiare concretamente il processo delineato dalla legge 180. Di quel periodo vitale rimangono migliaia di testimonianze scritte, fotografate e riprese oggi a disposizione presso il Centro Oltreilgiardino. Ma l’esperienza alla quale, più di altre, spazio M-Arte si vuole fare oggi riferimento, è il Laboratorio P, dove artisti visivi, ma anche musicisti e poeti, hanno portato avanti l’esperienza laboratoriale condivisa con quelli che, allora, erano i ricoverati. Un percorso sostenuto attivamente dal Sar- Servizio Abilitazione Residenze di Asugi. Proprio da questa esperienza nasce, in periodo post-pandemia il collettivo M-Arte, un gruppo informale frequentato dai sopracitati condomini, tra i quali artisti, educatori, formatori, operatori della salute mentale e fruitori, a diverso titolo, dei servizi offerti dall’Azienda Sanitaria Universitaria locale. «Unica discriminante per essere parte del collettivo – spiegano i promotori – è quella di.. ”non discriminare”. E non si tratta di ipocrita paternalismo: realmente tutti coloro che vogliono partecipare e concretizzare dei progetti creativi collettivi, qui possono farlo. Siamo partiti dalle mostre perché l’arte visiva era l’esperienza dei più, ma via via che quest’idea si è sviluppata, nel tempo si è ampliata la proposta».
Ecco che allora oltre a dei percorsi di formazione nell’ambito della produzione artistica e della comunicazione (realizzati in collaborazione con Regione e Ires nell’ambito del progetto “Competenze trasversali per comunicare” Fondo Sociale Europeo Plus 2024; Giovani talenti in azione), sono ormai decine le mostre individuali e collettive. Una delle più riuscite è “Pianeti Invisibili” 2025, mostra diffusa in tutto il Padiglione M e all’esterno nella zona nord del Parco, con interventi di Land Art e Art in Nature.
Ecco che allora oltre a dei percorsi di formazione nell’ambito della produzione artistica e della comunicazione (realizzati in collaborazione con Regione e Ires nell’ambito del progetto “Competenze trasversali per comunicare” Fondo Sociale Europeo Plus 2024; Giovani talenti in azione), sono ormai decine le mostre individuali e collettive. Una delle più riuscite è “Pianeti Invisibili” 2025, mostra diffusa in tutto il Padiglione M e all’esterno nella zona nord del Parco, con interventi di Land Art e Art in Nature.
Attualmente è in corso la mostra intitolata Geosuture di Alessandro Vascotto a cura di Cecilia Donaggio Luzzatto-Fegiz e Guillermo Giampietro.: una ventina di fotografie dedicate a luoghi/non-luoghi di connessione e ricomposizione, in cui fratture geologiche e geopolitiche diventano punti di contatto. La mostra è stata prorogata fino al prossimo 6 marzo. Non solo arte però, si diceva. È fissato infatti per il 25 marzo alle 17 il secondo appuntamento di letture poetiche all’interno della cornice “La rinascita dell’umano”: una performance video-poetico-musicale con focus su poesie di autori russi intervallate dalla musica improvvisata di Samuel Codarin e da letture di testi originali.
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