/ma·rè·a/

Lo stormo intero, appolaiato su vecchie bitte lo guardò passare senza muovere una piuma, poi il Gran Piumato fece un cenno con la testa e tutti gli uccelli si levarono in volo.

Quando lo stormo fu alto nel cielo il Piumato si rivolse al pesce nella muta lingua del mare.

– Esci dall’acqua, non avere paura.

Il pesce non rispose.

– Esci, su! Non ho cattive intenzioni.
Ti prometto che non ti mangerò né oggi  né in altre occasioni.

– Mi spiace signore ma ora come ora mi sento un po’ a disagio, la punta del vostro becco vista da questo lato m’incute un certo timore.

– E se chiamassi l’albero a garantire per la mia buona fede ti fideresti?

– Se ci fosse l’albero mi sentirei più tranquillo signore.

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Pochi minuti dopo l’albero si unì a loro e il pesce uscì dal mare.

Il pesce e il Gran Piumato parlarono a lungo in silenzio.

Poi il gran piumato si levò in volo e andò a raggiungere il suo stormo nel cielo.